Bolzano, altra notte tropicale: minime mai sotto i 24,7 gradi. In pochi giorni superati per due volte i record del 2005
Quella tra domenica e lunedì è stata la seconda notte più calda dell'anno, dopo i 25,4 gradi del 27 giugno. Il meteorologo: «Il calore non si disperde per colpa delle nubi alte»
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Dopo quella che è stata finora la seconda giornata più calda dell’estate, anche la notte trascorsa tra domenica 12 e lunedì 13 luglio entra tra le più afose mai registrate nel capoluogo altoatesino. A Bolzano, infatti, la temperatura minima non è scesa sotto i 24,7 gradi, facendo registrare la seconda notte più calda della stagione e confermando la persistenza dell’ondata di calore che da giorni interessa l’Alto Adige. A fare il punto è il meteorologo provinciale Dieter Peterlin, che sui propri canali social ha spiegato come «la temperatura a Bolzano non sia scesa sotto i 24,7 gradi» e come «la foschia in quota abbia impedito un raffreddamento più marcato». Secondo Peterlin, una notte tropicale – definizione utilizzata quando la temperatura minima resta sopra i 20 gradi – è stata registrata anche nel resto della Bassa Atesina e della valle dell’Adige. Nella serata di lunedì 13, a causa dell'aria calda e afosa, saranno possibili temporali locali.
Un trend che preoccupa
Il dato conferma quanto già emerso nelle ultime settimane: le ore notturne stanno diventando sempre più difficili da affrontare, perché il calore accumulato durante il giorno non riesce a disperdersi. Proprio l’elevata umidità e la presenza di nuvolosità alta limitano il raffreddamento del suolo, mantenendo le temperature su valori eccezionalmente elevati anche durante la notte. La minima di 24,7 gradi si colloca subito alle spalle di quella registrata tra il 26 e il 27 giugno, quando il termometro non era sceso sotto i 25,4 gradi, facendo segnare la notte di giugno più calda da quando sono iniziate le rilevazioni meteorologiche, nel 1956. In quell’occasione era stato superato anche il precedente primato di 24,2 gradi, risalente al 29 giugno 2005, a testimonianza dell’eccezionalità dell’evento. Già in occasione di quel record, Peterlin aveva evidenziato come l’aumento dell’umidità avrebbe ulteriormente accentuato il disagio nelle ore notturne, riducendo la capacità dell’aria di raffreddarsi dopo il tramonto. Una previsione che trova conferma anche nella notte appena trascorsa, caratterizzata da un calo termico estremamente limitato.